Regolamentazione 2019 polizze vita: tutti gli aggiornamenti

Regolamentazione 2019 polizze vita: tutti gli aggiornamenti

Nel 2019 cambieranno le regole del ramo vita: nei giorni scorsi, dopo aver chiuso la fase di pubblica consultazione, l'Ivass ha diffuso il nuovo regolamento delle polizze vita tradizionali, con l'obiettivo di rilanciare la raccolta di questi prodotti assicurativi che investono in gestioni separate e sono perciò molto stabili e poco rischiosi, dato che garantiscono ai clienti un rendimento minimo o quanto meno di recuperare il capitale investito.

Un tempo dominatrici del mercato assicurativo Vita, negli ultimi tre anni le polizze tradizionali hanno un po' segnato il passo, a causa soprattutto delle nuove regole europee di Solvency II che hanno fatto aumentare il margine dei requisiti patrimoniali per tali prodotti. Per le compagnie è diventato quindi più conveniente distribuire le cosiddette polizze miste come unit linked o unit linked pure, che prevedono un minor impiego di capitale ma maggiori rischi di perdita per i clienti. La regolamentazione 2019 delle polizze vita, introducendo importanti elementi di flessibilità, punta invece a riportare in auge le polizze tradizionali. Vediamo come.

La modifica più incisiva, come spiega Milano Finanza, riguarda sicuramente le modalità di calcolo del rendimento della gestione separata: se fino a oggi le imprese assicuratrici avevano l'obbligo di trasferire ai clienti tutti gli utili (o le perdite) realizzati sulla gestione separata nell'anno di competenza (per esempio, in caso di vendita di un titolo che realizzava una plusvalenza, il rendimento doveva essere subito distribuito), con il nuovo regolamento le plusvalenze nette realizzate si potranno accantonare in un fondo utili con la possibilità di liquidarle entro un tempo limite di otto anni.

La novità sarà valida solo per i nuovi contratti, anche se le compagnie avrebbero preferito che la flessibilità gestionale fosse estesa anche ai vecchi per non dover avere una specie di doppia contabilità: sia i vecchi che i nuovi contratti, infatti, 'lavoreranno' presumibilmente sulle stesse gestioni separate, col rischio di creare, per lo meno all'inizio, un certo disorientamento.